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Una maglia di Premier League, vale 4 volte una maglia di Serie A: il peso degli sponsor commerciali nel calcio odierno

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Nella stagione 2016/2017 della Serie A italiana, 5 squadre su 20 non avevano alcun tipo di sponsor commerciale sulla propria divisa ufficiale ( A.S. Roma , S.S. Lazio , U.C. Sampdoria , Genoa C.F.C. e U.S. Città di Palermo ), né nella parte frontale, né nella parte posteriore. Con riferimento alla stessa stagione calcistica, in Premier League, non c'era nessuna squadra senza jersey sponsor sulle divise da gara: è necessario sapere che il minimo importo di sponsorizzazione generato nell'intera divisione, sia stato quello del neopromosso Middlesbrough F.C. , che ha ricevuto una cifra pari a un milione di sterline nette a stagione. Insomma, meglio di niente. Nella stagione 2015/2016, è possibile affermare che attraverso i jersey sponsor applicati sulle divise ufficiali da gara, le squadre della Premier League hanno introitato un totale di 220 milioni di sterline, quelle della Liga BBVA spagnola 108 milioni di euro e quelle della Ligue 1 francese 105 milioni di euro. La Serie A ...

Senza una social media strategy adeguata, il successo sul campo può perdere valore: il virtuoso modello Atalanta B.C.

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L'evoluzione di una società calcistica, passa attraverso lo sviluppo di moltissime componenti, che possono essere misurate spaziando dall'osservazione del più "classico" parametro riguardante la quantità di biglietti venduti nelle gare casalinghe, fino al più recente riferimento attinente alle interazioni conquistate sui social media. Possono essere molteplici quindi, le strategie implementate per tentare di agevolare la crescita di un club, ma uno dei fattori più importanti in questa logica, rimane la bontà del risultato sportivo ottenibile: in parole povere, più una squadra otterrà buoni risultati sul campo, maggiore diverrà il suo seguito in termini di tifosi sugli spalti e di seguaci sulla rete. È però fondamentale, che il buon risultato sportivo sia adeguatamente supportato da una strategia di social media in grado di rendere più appetibile (e condivisibile) l'immagine e il brand della stessa squadra. Andando ad analizzare il processo di sviluppo dell...

Quando i Comuni sono in grado di scongiurare il fallimento del club della propria città: il modello economico olandese

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Se le Amministazioni cittadine si muovessero in modo tale da supportare economicamente il proprio club di rappresentanza, probabilmente in Italia sarebbero molte meno le società calcistiche in difficoltà o a rischio fallimento. Questo concetto può essere dimostrato da un paradigma, quello olandese, che ha permesso a molte società di riequilibrarsi e di soppravvivere a momenti economici totalmente negativi. In un rapporto di KPMG  (multinazionale olandese che offre servizi professionali alle imprese) del 2003, si evidenzia come ben 33 Comuni olandesi avessero speso dal 1992 per i relativi club cittadini, una cifra pari a 306 milioni di euro: l'80% investiti nei costi relativi all'affitto e alla manuntenzione degli impianti di gioco e il 20% rivolti alla sovvenzione economica degli stessi club. Nel 2002 però, a fronte di queste spese, subentrò la Commissione Europea: quest'ultima sosteneva che tali sovvenzioni economiche fossero incompatibili con l'articolo 107 del TFUE...

Le piattaforme finanziarie informatiche: il tifoso torna ad essere il punto cardine del sistema calcistico

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Fino a 20 anni fa, il calcio italiano (e in via più generale, quello mondiale) viveva all'interno di una dimensione molto più "casereccia", dove il nucleo del sistema si riallacciava interamente al ruolo fondamentale rivestito dal tifoso medio, dalla sua presenza allo stadio e dalla spesa che quest'ultimo destinava all'acquisto del biglietto per assistere alla domenica alle 15, alla partita della propria squadra del cuore. In 20 anni sono cambiate però, moltissime cose: l'avvento delle Pay-TV, il campionato spalmato su più giorni e su più orari, un drastico allontamento dei tifosi dagli impianti di gioco e un ruolo, quello dello stesso tifoso, che pare aver assunto una dimensione sempre più secondaria rispetto all'intero sistema, deposto dal trono di cui godeva in precedenza. Tirando le somme, è possibile affermare che l'evoluzione temporale del calcio italiano abbia creato una netta scissione tra club che abbiano beneficiato di tale sviluppo e societ...

EvoluzioneCalcistica - L'intervista: Davide Santonocito, D.G. del Catania Calcio Femminile

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Su EvoluzioneCalcistica, abbiamo oggi il grande piacere di avere come ospite Davide Santonocito, Direttore Generale del Catania Calcio Femminile. Davide, dal punto di vista tecnico e dello spettacolo, si può rapportare il calcio femminile a quello maschile, oppure siamo ancora lontani? Bisogna capire a quali parametri ci si rifà. Da un punto di vista prettamente tecnico, il gesto resta uguale (parliamo pur sempre di calcio), quella che cambia è l'intensità del gesto in sè. Quello che cambia tra maschile e femminile è la reattività in alcune situazioni di gioco. Lo spettacolo è comunque assicurato, basti guardare la finale degli Europei andata in scena la scorsa estate tra Danimarca e Olanda per farsi un'idea. Come fa una società di calcio femminile a sorreggersi dal punto di vista economico? La tipologia di gestione è la stessa che si trova in tutte le società sportive. Nel nostro caso, la società va avanti grazie all'apporto degli sponsor che aiutano il progetto Catan...

Il calcio femminile: una grande opportunità di crescita economica che l'Italia calcistica non ha ancora compreso

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Il calcio femminile è un movimento che, attraverso un'analisi UEFA sulla stagione 2015/2016, dimostra di essere in continua ascesa nel continente europeo, con circa 1,2 milioni di giocatrici tesserate per le relative federazioni calcistiche nazionali. Le calciatrici professioniste sono circa 2.200, appartenenti a 145 squadre, organizzate nei campionati di 23 Paesi. Le prime cinque Nazioni per numero di giocatrici in Europa, sono: Inghilterra, Francia, Germania, Olanda e Svezia. Il budget stimato per il calcio femminile nelle 54 federazioni che investono su tale categoria, è di 96,7 milioni di euro annui. In Italia sono stati due, fino a questo momento, i passi concreti per lo sviluppo del calcio femminile: l'organizzazione della gara finale dell' UEFA Champions League femminile del 2016 (disputatasi al Mapei Stadium di Reggio Emilia) e l'obbligo per le squadre italiane di Serie A e di Serie B, di tesserare almeno 12 bambine U12 all'interno dei propri vivai. Int...

"Non trattare con i facinorosi": il modello di repressione statale contro le frange violente delle tifoserie italiane non risolve la situazione

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L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ha pubblicato nel mese di gennaio un documento che riguarda il girone di andata della stagione calcistica 2017/2018 di Serie A, Serie B e Serie C. In tale documento, si fa riferimento esclusivo al grado di sicurezza attuale negli stadi italiani, mediante un confronto globale tra la stessa stagione di riferimento e quella precedente, ovvero la stagione 2016/2017. I dati sono parecchio allarmanti: gli incontri con feriti sono aumentati da 19 a 30, con un incremento dei feriti tra i civili da 13 a 23. I feriti tra le Forze dell'ordine sono saliti da 21 a 24, mentre gli steward feriti sono aumentati da 1 a 3. La quantità di persone arrestate è aumentata da 18 a 25, mentre la quantità di persone denunciate ha subito un incremento notevole, passando da 343 a 431. Il confronto con la stagione 2013/2014 però, evidenzia che nella stagione 2017/2018 si è potuto assistere ad un lieve decremento globale della criminalità inerente al...