La Serie A è il 6° campionato per competitività in Europa: ecco perchè la modifica alla Legge Melandri in tema di diritti TV era tanto necessaria

Finalmente! É stato firmato il decreto che tende a modificare la cosiddetta Legge Melandri (decreto legislativo n° 242/1999) in tema di ripartizione dei diritti audiotelevisivi per quanto riguarda le squadre della Serie A italiana. In data 1° marzo 2018 infatti, il Ministro dello Sport Luca Lotti ha scritto una pagina fondamentale per l'inizio della rinascita del calcio italiano.
La Legge Melandri è stata per anni un blocco assoluto che tendeva a ledere la competitività del massimo campionato calcistico italiano: occorre pensare solamente, che prima della modifica inoltrata dal Ministro Lotti, il rapporto tra le somme incassate dalla squadra che percepiva di più e quelle della squadra che percepiva di meno, si aggivara intorno a 4,68. In Premier League, dove il differenziale di ripartizione è nettamente ridotto, il medesimo rapporto scende fino a 1,52.
La competitività di un campionato, passa anche dalla riduzione della differenza dei mezzi economici a disposizione delle varie squadre partecipanti. Non è un caso che il campionato italiano sia stato concepito negli ultimi anni dagli appassionati, come un torneo già scritto sia per quanto riguarda i club in competizione per il titolo, sia per quelli in lotta per non retrocedere nella Serie cadetta.
In un'indagine de IlSole24Ore risalente a febbraio 2007, è stato analizzato il gap di competitività dei vari tornei più importanti del continente europeo. In tale analisi, è stato elaborato un indice parametrando i punteggi finali delle prime 5 e delle ultime 5 squadre classificatesi nel rispettivo campionato d'appartenenza di ogni stagione esaminata, all'interno delle ultime cinque edizioni interamente terminate entro il 31 dicembre 2016, ovvero dalla stagione 2010/2011 alla stagione 2015/2016. Occorre precisare che le prime 5 squadre raggruppate per ogni torneo, sono quelle che hanno mediamente totalizzato più punti nell'arco delle 5 stagioni esaminate, mentre per le ultime 5 classificate, si tiene conto dei punti globali totalizzati da tutte le squadre che nelle stesse 5 stagioni, hanno lottato per non retrocedere.


In base a tale indice di confrontro, è risultato che il campionato più competitivo d'Europa è stato quello della Ligue 1 francese: le prime cinque squadre hanno totalizzato 1621 punti, mentre le ultime 5 compagini 907, con un gap del 55%. Seconda la Bundesliga con un gap del 48% e terze a pari merito la Premier League e la Liga BBVA spagnola con gap del 46,7%. La Serie A italiana addirittura si è posizionata come sesta, alle spalle della meno blasonata Eredivisie olandese. Questo dato è sintomatico di una bassa competitività che ha portato la Serie A italiana a perdere una grossa fetta di seguito, a favore di altre leghe europee. Se ad esso si somma anche la maggior capacità di queste ultime in ambito commerciale e finanziario, allora si può capire al meglio come la nostra massima divisione abbia subito una poderosa involuzione negli ultimi anni.
Con la modifica alla Legge Melandri è stato fatto il primo fondamentale passo. Il nuovo rapporto tra le somme della squadra che percepirà di più e quelle della squadra che percepirà di meno, sarà circa di 3 a 1. Sicuramente non un cambiamento eclatante, ma un precedente che apre la strada ad un'evoluzione maggiormente corposa.





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